Ombre - Pietro Scampini

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Ombre

OPERE

La poesia delle ombre rivive nelle sculture di Pietro come un tributo a quell'Africa che ha conosciuto viaggiando, imparando i segreti, rispettando i silenzi, ascoltando i ritmi. Materia di un immaginario che trasforma la dimensione metropolitana in un luogo che si fa spazio da abitare nello sconfinamento dell'anima. Sono ombre che alludono a una presenza attraverso un'assenza, ambigue e potenti, in sospeso tra essere e nulla. Forme da interrogare per penetrare i perché dell'invisibile e svelare la profondità del reale. Nate sul finire degli anni Settanta, le ombre di Scampini sono esili figure intagliate nel ferro, essenziali e pure, mistiche ed effimere come a rivelare la paura che l'incantesimo di un mondo finisca, ferito e mortificato dall'errore umano. Figure antropomorfe delineate dall'evoluzione di una linea che sembra non avere sosta, per dare vita a un corpo in tensione, quasi librato verso l'alto e tuttavia ancorato alla terra. Forme in cammino come radici in movimento, foresta di anime, rappresentazioni di una stessa coscienza che si ribadisce nella moltiplicazione dei corpi. Ombre di corpi in marcia, tutti uguali avanzano con dentro il senso della propria storia, di una storia antica che forse comincia propria da lì, dall'Africa in bilico tra terra e cielo. Fragili in apparenza sono testimoni di un messaggio di speranza diretto al cuore.

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